[ 12 aprile 2013 ]
 

RICORDO DI AURELIO VERRA

Rassegna stampa

Biografia di Aurelio Verra (Cuneo 1920 – Torino 2006)

Aurelio Verra nasce a Cuneo il 16 Agosto 1920 dall’ufficiale di marina e geometra Alfredo Verra e da Maria Perotto. Il padre studiò all’Accademia navale di Livorno e fu lungamente impegnato come capitano di lungo corso in entrambe le guerre. La madre Maria, temperamento energico, fervente cattolica e antifascista, si occupa della casa, dei figli, e, sino alla sua parziale vendita dopo la crisi del ’29, della cascina di proprietà al Passatore, poco distante dalla città. Primo di due figli, il secondo, Valerio (1928-2001), diverrà filosofo hegeliano e storico della filosofia, all’università di Torino, poi a Trieste e Roma.

Dopo aver frequentato il liceo classico di Cuneo, in cui ha come professori Giovanni Turin di filosofia e storia, Giovanni Battista Bonelli di greco, e come amici e compagni di classe Giorgio Bocca, Lorenzo Minetto e altri futuri giovani partigiani della guerra di Liberazione, si iscrive alla facoltà di lettere e filosofia di Torino.

Dal ’41 inizia a frequentare lo studio di Duccio Galimberti, introdottovi dall’amico Detto Dalmastro, dando avvio clandestinamente al suo impegno antifascista. L’11 settembre 1943, a 23 anni, da poco rientrato dal corso allievi ufficiali alpini di Merano, è l’ultimo a chiudere il portone della caserma di Cuneo, per raggiungere la notte stessa in bicicletta con Giorgio Bocca, Alberto Cipellini, prima che transitassero i tedeschi, le montagne della val Grana (successivamente quelle della val Maira) e iniziare la Resistenza, formando un primo gruppo affiancati da Duccio Galimberti.

Parallelamente alla resistenza armata, viene costituito l’Ufficio Stampa della Divisione G.L., di cui diviene direttore. Insieme ai compagni fa nascere così e viene diffuso in valle e a Cuneo il giornale «Giustizia e Libertà», come foglio clandestino ancora dattiloscritto (porta come sottotitolo Notiziario dei patrioti delle Alpi Cozie), poi a ciclostile. Con l’arrivo di carta e di una macchina tipografica (pedalina) inviate dal C.L.N. delle cartiere Burgo di Verzuolo l’Ufficio Stampa e Propaganda funzionerà a pieno ritmo.

Il 25 aprile 1945 partecipa ai giorni della liberazione di Caraglio, di Dronero e di Cuneo, come combattente, ma anche come cronista. Immediatamente dopo, nei giorni seguenti, a Cuneo conosce nella casa della famiglia Loria ad una festa organizzata per i partigiani appena scesi dalla montagna, una delle sorelle, la sua futura moglie Ada.

Nello stesso anno in pochi mesi scrive il romanzo storico sulla sua esperienza nella Resistenza in val Grana e val Maira L’odio distrugge soltanto le pietre:

È passata la ventata di odio e ha distrutto le pietre. Ma […] intorno, nei porticati e sulle aie,decine di profughi accendono stenti focolari di sterpi e foglie secche. Decine di uomini vivono così nei porticati incolumi dei montanari poveri che accolgono tutti[…]Si aiutano l’uno con l’altro. A cena, tutti insieme, mangeranno le stesse patate bollite e un pugno di insalata condita con sale e aceto. E parleranno di quello che faranno domani. No, l’odio non ha distrutto ogni cosa.

Continua intanto una assidua collaborazione col quotidiano “Giustizia e Libertà”, uscito dalla clandestinità e divenuto nel frattempo organo ufficiale del Partito d’Azione; nella lista dei candidati di quest’ultimo comparirà anche il suo nome per le prime elezioni amministrative a Cuneo nel marzo 1946.

Traspare dallo stile degli articoli, quasi tutti in corsivo, la sua umanità. Mai dimentico della persona, del singolo individuo, dell’”altro” che gli sta davanti. Riaffiorano in questo modo delusioni, speranze, i progetti politici per la ricostruzione, il cordoglio ancora vivo per i compagni caduti nella Resistenza e per le borgate di montagna bruciate, il legame con i valligiani , la voglia di un riscatto, di un ritorno alla normalità, la fiducia nel grande potenziale dell’arte in Italia.

Tra la fine del ’45 e il 1946 termina anche gli studi universitari interrotti dalla guerra e si laurea in Lettere con una tesi sull’ appena uscito epistolario di Carducci, relatore Francesco Pastonchi.

Inizia a lavorare come insegnante di lettere, latino, storia nei licei, prima a Fossano, poi all’Istituto Magistrale “De Amicis” di Cuneo fino al 1964.

Inizia il lungo sodalizio con la casa editrice Paravia. Scrive in questo periodo il testo di Educazione Civica per le scuole Educazione alla vita e testi antologici di Latino. Pubblica su riviste di cultura, periodici, partecipa a corsi di aggiornamento.

Nel 1965 diviene Preside dell’Istituto Magistrale di Saluzzo “G. Soleri”, nel 1966 e nel 1967 è per due anni Preside del Liceo Classico “G.Botta” di Ivrea. Pubblica la antologia per la scuola media «Dialogo aperto».

Dal 1968 dirige il Liceo Classico “Massimo D’Azeglio” di Torino sino alla pensione nel 1977. Nel 1969 trasferisce la famiglia a Torino.

Continua a scrivere, parallelamente alla attività di preside, in questi anni testi di antologia per la scuola media e per il biennio: Dal mito alla storia, La parola e l’uomo, Civilà senza frontiere; è del 1981 l’ultimo suo testo scolastico Capacità e possibilità espressive, di educazione linguistica per la scuola media. Nel 1987 cura con Sebastiano Parola il libro di testimonianze Epica minima - partigiani di Val Maira.

Nel difficile periodo della contestazione studentesca e del terrorismo, la porta del liceo D’Azeglio, a costo di sue grandi apprensioni e responsabilità, rimarrà sempre aperta, non soltanto per garantire la continuità didattica, ma anche per non spezzare il filo di quella fede nel rapporto umano e di quella proposta, lanciata ancora sino all’oggi dalle sue amate vallate, in quel lontano settembre 1943.

Quindi è inutile dire ai nostri figli soltanto: guardate, domani, se non sarete liberi, fate come noi, combattete per la libertà. Se necessario, combattete pure per la libertà, ma alla fine non lasciatevi smobilitare, non abbandonate la trincea: c’è altro da fare.
(S. Parola, A. Verra 1987: Epica minima - dalla testimonianza di Aurelio Verra).

Marina Verra

Bibliografia:

Epica minima - partigiani di Val Maira, a cura di Sebastiano Parola e Aurelio Verra (Torino, ed. fuori commercio, 1987)
L’odio distrugge soltanto le pietre (a cura di Marina Verra, seconda edizione, Cuneo, Nerosubianco 2007) (prima edizione Cuneo, Boldrino 1946).
L’ottavo assedio - scritti di Aurelio Verra in “Giustizia e Libertà” Cuneo, 1945-1946, a cura di Marina Verra (Cuneo, Nerosubianco 2011).