
1. PROFILO CULTURALE DEL LICEO CLASSICO
La “scommessa sul Classico”, pur in una società in rapida trasformazione, continua ad essere comunque vincente. L’Umanesimo, come metodo della cultura e della tolleranza, è più che mai idoneo a garantire un’armonica coesistenza delle diversità che connotano le società complesse e multiculturali in cui viviamo. Se ci auto-educhiamo ad uno sguardo in senso prospettico, il moderno acquista contorni ben definiti, in un rapporto di continuità dialettica con l’antico. Quest’assunzione di consapevolezza del radicarsi del presente nel passato, questo processo di ri-scoperta o di ri-trovamento delle proprie radici (compiuto alla luce di tecniche di indagine collaudate nel corso di una tradizione plurisecolare e sempre aggiornata) sono altamente formativi, nella misura in cui non lascino varco al gratuito, all’immotivato, ma ogni gesto, ogni consuetudine, ogni modello di pensiero o di comportamento riconducano alle originarie matrici, in un fitto reticolo di rimandi, di relazioni, in un complesso gioco di cause ed effetti.
C’è un’atipicità del Classico: l’assunzione di un abito mentale portato all’astrazione, di un atteggiamento non immediatamente pragmatico. L’“abito” è tale proprio perché non vuole rinunciare al rigore dei principi, né piegarsi al fatto compiuto, né rassegnarsi ad un’acritica accettazione dell’esistente; esistente che vuole focalizzare per filtrarlo intellettualmente e per elaborare strumenti di comprensione e di intervento su di esso. È in tal modo che si formano le giovani energie intellettuali al lavoro di scavo, di connessione, di ricostruzione per leggere e comprendere il passato e il presente.
L’indirizzo classico offre gli strumenti metodologici di base per l’accesso a tutte le facoltà universitarie e a tutti gli indirizzi post-diploma, in quanto si caratterizza per un sapere fortemente strutturato in una logica sistemica mirata alla seguenti finalità:
1. sviluppare un processo di apprendimento attivo: imparare ad imparare
2. acquisire capacità logico-razionali per formulare ipotesi interpretative e progettuali
3. raggiungere la consapevolezza di sé e delle proprie radici attraverso le competenze disciplinari e linguistiche
4. acquisire codici comunicativi verbali e non verbali
5. far propria l’attitudine e l’abitudine al confronto, che favoriscono la duttilità di fronte a nuovi saperi e a una realtà in continuo divenire.
2. LA NOSTRA IDENTITA’
L’identità dell’Istituto è costituita dalla capacità di coniugare valorizzazione della tradizione e apertura al nuovo, in una sintesi che possa tradursi in applicazione didattica. Lo studio del passato, pur fortemente caratterizzato, non deve e non vuole precludere l’apertura al presente. Il profilo culturale, quindi, si caratterizza per una riequilibrata ricomposizione umanistica e scientifica del sapere. Un approccio di tipo scientifico, che serve anche per lo studio razionale delle lingue moderne e delle lingue classiche, permette, infatti, l’accurata analisi dei dati, la formulazione di una gamma il più possibile ampia di ipotesi operative in vista delle soluzioni e la scelta di quella più idonea relativamente ai diversi contesti.
La formazione su cui punta la Scuola non prevede l’apprendimento di capacità immediatamente pratiche, ma l’acquisizione di un metodo che permetta all’Allievo di affrontare lo studio di qualsiasi disciplina post liceale o di immettersi nel mondo del lavoro sfruttando l’elasticità mentale raggiunta.
Elementi essenziali ed imprescindibili della memoria storica dell’Istituto sono la laicità, il rispetto della persona e la conseguente messa al bando di ogni sorta di pregiudizio e di intolleranza. A ragione il nostro Istituto è stato definito “palestra di democrazia”, per l’abitudine al confronto e all’educazione al dialogo e alla comprensione delle ragioni dell’altro. Il confronto delle posizioni, che si vuole il più largo possibile, non può prescindere dall’osservanza dei valori che trovano riscontro nella Carta Costituzionale, fondamento della convivenza civile.
Il compito da realizzare è quello educativo, in quanto istruzione ed educazione concorrono a motivare le persone a vivere onestamente e l’uomo colto è un uomo educato alla coscienza civile; solo l’uomo giusto è un uomo libero. Educare il cittadino, attraverso ogni sapere che gli si trasmette, ad esercitare e ad adempiere diritti e doveri di cittadinanza, è il compito che la Scuola deve svolgere, e continuamente ri-assegnarsi, accanto a quello dell’istruzione.
La prospettiva di una formazione integrale della personalità, considerata nella complessità delle sue dimensioni, da quella affettiva a quella sociale, etica, estetica, linguistica, configura la persona come sistema integrato, secondo la definizione data nel Documento dei saggi sui saperi essenziali.
La formazione dello Studente tiene inoltre conto della necessità di realizzare le direttive della Comunità Europea. Nello specifico si condividono i seguenti obiettivi individuati per il Sistema di Istruzione e Formazione in Europa (Parametri di Lisbona):
a) migliorare la qualità e l’efficacia dei sistemi di istruzione (in particolare: sviluppare le competenze per la società della conoscenza – garantire l’accesso alle tic per tutti – sfruttare al meglio le risorse);
b) agevolare l’accesso di tutti ai sistemi di istruzione (in particolare: creare un ambiente aperto per l’apprendimento – rendere l’apprendimento più attraente – sostenere la cittadinanza attiva, le pari opportunità e la coesione sociale);
c) aprire i sistemi di istruzione europei al resto del mondo (in particolare: migliorare l’apprendimento delle lingue straniere).
Significativo è il fatto che il 12 e 13 novembre 2002 il “D’Azeglio” sia stato sede della 41^ Sessione del Parlamento Europeo dei Giovani, realizzato sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e in collaborazione con la Commissione Europea di Bruxelles, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino.