.

1. PRINCIPI FONDANTI

Il Piano dell’Offerta Formativa (POF) è il documento programmatico che dichiara l’identità culturale e progettuale del “D’Azeglio” ed è sottoposto a revisione e aggiornamento ogni tre anni sulla base delle aspettative dell'utenza e dei risultati conseguiti nel triennio precedente.
Il POF esplicita per gli utenti la Politica per la Qualità, dando concreta visibilità al “contratto formativo” che la Scuola stipula con gli Studenti e con le loro Famiglie; descrive le attività e i progetti che di anno in anno vengono realizzati; riporta gli obiettivi - con i relativi indicatori - che i singoli servizi erogati si propongono di conseguire.
La progettazione, innestandosi sul tessuto storico-culturale che caratterizza la Scuola, ne definisce l’identità e lo stile educativo. Sulla progettazione educativa, vale a dire sulla efficace articolazione dei suoi servizi educativi, si basa tutta l’organizzazione dell’Istituto, nei suoi aspetti didattici e funzionali.
Il POF comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche e valorizza le corrispondenti professionalità; è elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi generali di gestione e di amministrazione definiti dal Consiglio di Istituto.
Il Piano ha, come premessa fondamentale, la centralità dello Studente, ovvero la sua formazione come persona consapevole di sé e del mondo in cui è chiamato ad agire, persona al centro di un processo di comprensione, di codificazione e decodificazione di sistemi di segni e di uso consapevole di linguaggi specifici, guidato dal Docente, il quale può, sa e deve fargli acquisire :
- i saperi fondamentali
- l’intelligenza critica
- la capacità di decidere e progettare liberamente
- le informazioni e le esperienze basilari che gli consentano di inserirsi come cittadino partecipe e responsabile.
Le “materie”, quindi, si configurano come strumentali rispetto al sapere, ovvero sono modi di lettura delle “cose”. Ci si prefigge di ricorrere ad una didattica mirata a far incontrare – nella finalità educativa – i modelli (= i saperi) del Docente, e i bisogni (= le domande) degli Studenti.
Il Docente, infatti, si presenta come mediatore didattico, attuatore di una didattica per progetti.

2. OBIETTIVI FORMATIVI

L’obiettivo formativo fondamentale è costituito dalla flessibilità e duttilità del pensare, come attitudine al pensiero critico, come capacità di adottare molteplici strategie di pensiero, di ideare e rappresentare un panorama di esigenze e di finalità. Entro tale ambito vengono individuati gli obiettivi formativi in relazione alle aree disciplinari. Questi obiettivi possono essere scanditi in tre grandi mappe di competenza secondo i criteri stabiliti dal Documento di Viareggio del 1999:

a) Comunicare
- decodificare testi
- codificare
b) Modellizzare
- riconoscere i rapporti logici che connettono in rete i concetti
- costruire reti di concetti
- riconoscere modelli e trasferirli da un ambito a un altro
- utilizzare modelli per la comprensione e la strutturazione di fenomeni, temi e problemi complessi
c) Storicizzare
- collocare fatti e fenomeni culturali e politici nel tempo e nello spazio
- ricercare cause e conseguenze di fatti e fenomeni
- confrontare realtà diverse, cogliendo gli elementi di continuità e di novità
- riconoscere nella cultura del presente i segni della cultura del passato.

3. FINALITÀ FORMATIVE TRASVERSALI

I Docenti mirano a favorire – sviluppare:
- curiosità culturale
- consapevolezza critica
- consapevolezza della provvisorietà del sapere
- apertura ai vari tipi di linguaggio
- creatività e originalità
- educazione alla salute, intesa come benessere personale e collettivo
- educazione alla pace, alla tolleranza, al rispetto della natura e dell’ambiente
- capacità di capire e di comunicare con la parola e con lo scritto
- capacità di assolvere i propri doveri e di esercitare i propri diritti consapevolmente
- capacità di riconoscere i diversi sistemi di valori e di operare delle scelte
- consapevolezza e accettazione di sé, desiderio di progresso e di miglioramento, controllo della emotività
- capacità di rispettare le relazioni interpersonali e le regole della legalità e della convivenza civile
- sviluppo della conoscenza delle lingue europee come veicolo per la realizzazione di una visione multiculturale e sopranazionale del mondo odierno.

4. OBIETTIVI DIDATTICI TRASVERSALI

Gli obiettivi didattici trasversali sono:
- il potenziamento delle abilità di base (ascoltare, parlare, leggere, scrivere)
- la capacità di rispondere in modo mirato
- la capacità di usare la lingua in modo adeguato/efficace
- la capacità di dialogare con i compagni e con i Docenti
- la capacità di far propri e strutturare/rielaborare i concetti appresi
- la capacità di astrazione e formalizzazione
- la capacità di individuare i rapporti di causa/effetto e/o temporali
- la capacità di collegare le conoscenze disciplinari e di applicarle in maniera pluri-interdisciplinare
- la capacità di ricorrere in modo complementare ad analisi e sintesi
- la capacità di seguire e applicare percorsi induttivi e deduttivi
- l’acquisizione del senso della profondità temporale e spaziale
- l’acquisizione di metodologia di studio
- l’acquisizione di metodologia della ricerca
- l’abitudine alla lettura sistematica di quotidiani e riviste
- la capacità di analizzare e risolvere un problema
- la capacità di ragionamento autonomo
- la capacità di lavorare in gruppo in modo interattivo
- la capacità di sostenere in modo motivato le proprie tesi.

5. LE SCELTE PROGETTUALI

L’Istituto vanta una spiccata tradizione progettuale che ha consolidato nei Docenti e negli Allievi la capacità di fare ricerca (con sperimentazione e innovazione didattico-metodologica) in numerosi ambiti.
La competenza progettuale si traduce in ulteriore arricchimento/articolazione dei saperi acquisiti attraverso le diverse discipline, ed è, quindi, una strategia che contribuisce a raggiungere gli obiettivi formativi attesi.
Il “progetto” non è un puro ampliamento “numerico” dell’Offerta Formativa, non è un “qualcosa” da aggiungere al “curriculum” in quanto l’esigenza di un’organizzazione armonica delle iniziative didattiche e culturali, annualmente proposte agli Studenti o da loro stessi intraprese, viene soddisfatta da un piano che assicura una coerente progettazione delle molteplici proposte formative, senza il rischio di frammentarietà e dispersione.
Nella programmazione curricolare (contenuti per obiettivi) sono fondamentali l’elemento progettuale e la verifica sulle procedure stesse e non solo sull’apprendimento da parte degli Allievi. Tradurre in azione efficace un programma di insegnamento in modo curricolare significa:

a. analizzare la situazione di partenza;
b. decidere quali obiettivi è possibile raggiungere;
c. scegliere i metodi, i procedimenti, gli spazi, le attività, i contenuti più adatti al conseguimento degli obiettivi prefissati;
d. osservare sistematicamente se, a mano a mano, si procede nella direzione voluta e si ottengono i risultati parziali previsti;
e. verificare fino a che punto gli scopi-obiettivi sono stati raggiunti e attuati, così da riaprire, eventualmente, il processo.

I progetti costituiscono un intervento complementare e integrativo dell’Offerta Formativa e dei saperi curricolari.
Un progetto può essere originato:
- da proposte del Consiglio di Istituto, del Collegio Docenti, del Dirigente Scolastico;
- dalla programmazione del singolo Docente, condivisa dal Consiglio di Classe (in orario curricolare);
- da proposte dei Dipartimenti rivolte a fasce orizzontali di Allievi (in orario curricolare ed extracurricolare);
- da iniziative di un singolo Docente individuato come responsabile dell’attività, in orario extracurricolare, per fasce di Alunni, con libera adesione (p. es. cineforum, giornale di Istituto, concorsi per la valorizzazione delle eccellenze, laboratorio teatrale, laboratorio di pittura, laboratorio di fotografia);
- da proposte degli Allievi;
- da “offerte” esterne, condivise dai Docenti.

Un progetto, per essere approvato, deve rispondere ai seguenti requisiti:

- valenza culturale
- copertura finanziaria
- possibilità di essere programmato su più esercizi finanziari
- dati di costo specifico (per Classe/i, per gruppi)
- esistenza di cofinanziamento
- dati pregressi di “customer satisfaction” (collegati a esperienza precedente – con validazione preliminare)
- probabilità di successo
- previsione (perché è possibile si verifichi) di insuccesso, e quindi di revisione/sospensione/annullamento del progetto stesso
- collegamenti forti (di contenuto e/o metodologia) con altri progetti
- aspetti di innovazione
- esportabilità/impatto (all’interno dell’Istituto o nel territorio)
- pari opportunità
- possibilità di coinvolgere Allievi diversamente abili.