UNA SCUOLA, IL SUO ARCHIVIO, UNA CITTA’
di Carla Solarino e Renza Tobia*
Chi capitasse dalle parti di via Parini, passeggiando per le vie del centro di Torino, nei pressi della stazione ferroviaria di Porta Nuova, si troverebbe davanti ad un edificio ottocentesco.
E’ la sede dello storico Liceo Classico "Massimo D’Azeglio". Sorse su una costruzione già esistente, nell’antico isolato di Santa Licinia, compreso tra le attuali vie Parini, San Quintino, Melchiorre Gioia e corso Vittorio Emanuele II.
Pochi penserebbero che, dietro questa facciata che ospita ogni anno più di mille studenti e che ne ha accolti in quasi centotrenta anni decine di migliaia, possano esistere tracce non soltanto della loro carriera scolastica, ma anche delle loro storie di vita. Personaggi più o meno famosi hanno trascorso la loro adolescenza nelle sue aule e se ne trova testimonianza nelle carte del suo archivio.
L’istituzione del Liceo Classico "Massimo D’Azeglio" ha una storia lunga e travagliata. Per ricostruirla ci siamo avvalse oltre che di pubblicazioni di storia della scuola, dei documenti conservati nell’Archivio Storico del Comune e di quelli reperiti nell’archivio del Liceo.
Il lavoro si poteva affrontare soltanto con un approccio multidisciplinare: storico, giuridico, urbanistico e archivistico.
La storia generale riflette i cambiamenti, operati nei secoli, nel modo di considerare l’istruzione, spesso per motivi di tipo sociale ed economico. Attraverso lo studio delle riforme scolastiche si possono trovare elementi di riflessione sulle motivazioni che hanno spinto i governi a modificare il loro approccio.
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