.


I SANSSôSSI (1931)

Pensate che, l'anno dopo, visti i folli introiti che alla Cassa Scolastica e al futuro Presidente dell'Ordine Mauriziano erano venuti dalla pubblicazione del Numero unico, l'una e l'altro rinunziassero a continuare l'impresa? Manco per sogno! Anche se l'intero comitato di redazione si è trasferito all'Università, ecco I Sansôssì, ove Soldati soltanto ha ceduto a Bodo la matita maliziosa. Si son fatti furbi, i compari: niente più copertina in carta Canson; un forte contingente di pubblicità a pagamento, in cui troneggia una Scuola superiore di Aziendaria (e poi crediamo d'aver inventato tutto noi!); e il prezzo aumentato a lire tre per Italia e Colonie e a cinque per l'estero.
Nella prima pagina compare Giuseppe Brizzi, il divo della granata, l'imponente bidello di cui si diceva avesse risposto a un postulante: «Il signor preside non c'è. Però ci sono io». L'irriverente connubio tra Brizi e il libro, allora appena uscito, di Augusto Monti aveva generato il nuovo Numero Unico, secondo della serie, che risente della spregiudicatezza universitaria, e, temiamo, del fatto che Coccolo e Pandolfi e la Mascalchi e Zini (scompare il «professor...») e persino il preside (scompare il «signor...») non fanno più paura, anzi, sono oggetto di caricatura, e, nel testo, pizzicati a dovere.

(Clelia Conterno Guglielminetti - Annuario Liceo Massimo D'Azeglio dell'anno scolastico 1967-68)